Maradona: Vorrei tornare per vedere Napoli-Juve

Il Pibe de Oro in una lettera: «Quest’anno il Napoli potrebbe vincere lo scudetto. Io ho letto le sentenze che mi riguardano e combatto perchè tutti i cittadini onesti siano liberi. La gente non può essere perseguitata dal Fisco e non può essere costretta a pagare tante tasse»

NAPOLI - “Spero di ritornare al più presto a Napoli, magari forse in occasione della gara con la Juventus (in programma il prossimo 1 marzo, ndr) per poter rivedere la mia amata Napoli e i miei indimenticabili tifosi napoletani“: così Diego Armando Maradona in una lettera inviata ad Angelo Pisani, suo legale nella controversia con il Fisco italiano, che ne ha reso noto il testo. Maradona pensa che “quest’anno il Napoli potrebbe vincere lo scudetto. Io – scrive – ho letto le sentenze che mi riguardano e combatto perchè tutti i cittadini onesti siano liberi. La gente non può essere perseguitata dal Fisco e non può essere costretta a pagare tante tasse”.

Fonte CorrieredelloSport

Mazzarri: Napoli fuori? Non sarà uno svantaggio

Il tecnico azzurro: «Mi aspettavo qualcosa di più anche se era un campo difficile e il Viktoria Plzen ha meritato di vincere». Delusi De Sanctis e Pandev

ROMA - «Napoli fuori dalle Coppe? Sicuramente non sarà uno svantaggio». Lo ha detto Walter Mazzarri al termine del match tra il Napoli e il Viktoria Plzen. Il tecnico azzurro commenta così la sconfitta della sua squadra: «Mi aspettavo qualcosa di più - le sue parole a Sky Sport - anche se era un campo difficile. Bisognava trovare un gol subito con un po’ di fortuna ma più la partita andava avanti e più ci sgonfiavamo… Sicuramente l’andata ha pregiudicato tutto ma dobbiamo fare i complimenti a loro perché hanno meritato di passare il turno. L’esperimento  4-3-3? E’ la conferma che in questi tre anni e mezzo abbiamo fatto un ottimo lavoro, con un modulo e un organizzazione ben precisa. Dobbiamo ritrovare quell’organizzazione. Momento delicato? La squadra ha l’umiltà per risollevarsi. Il fatto di stare fuori dalle Coppe sicuramente non sarà uno svantaggio, lo abbiamo visto in questi ultimi mesi. Noi siamo una squadra che può stare a certi livelli solo se riesce a lavorare bene gestendo energie fisiche e mentali alla perfezione».

AMAREZZA DE SANCTIS - Morgan De Sanctis commenta la sconfitta con il Viktoria Plzen: «Non siamo riusciti a segnare subito per mettere pressione ai nostri avversari. Il primo tempo è stato buono, ma non abbiamo segnato. Nella ripresa eravamo sbilanciati e i nostri avversari ne hanno aprofittato. E’ difficile spiegare il 3-0 dell’andata, siamo stati anche sfortunati. Oggi volevamo tentare la rimonta, ma è mancata la rete, così come l’entusiasmo nel finale».

DELUSIONE PANDEV - Deluso a fine partita anche Goran Pandev: “Dispiace essere eliminati dall’Europe League, abbiamo provato a passare il turno, ma è stato difficile giocare su un campo pesante contro un avversario chiuso a riccio. Abbiamo buttato via la qualificazione al San Paolo. Ora dobbiamo reagire in campionato“.

Fonte CorrieredelloSport

Napoli, altra sconfitta. È fuori dall’Europa

Il Viktoria Plzen si impone 2-0 al ritorno dopo il tris dell’andata al San Paolo. Cavani, ammonito, salterà la prima partita europea della prossima stagione

PLZEN - Non riesce l’impresa al Napoli che viene eliminato dall’Europa League del Viktoria Plzen. Dopo il pesante 3-0 subito all’andata al San Paolo, la squadra di Mazzarri ha perso 2-0 anche al ritorno in Repubblica Ceca: a decidere la sfida i gol di Kovarik e Tecl nel secondo tempo. Gli azzurri ora potranno concentrarsi nella corsa scudetto, che li vede a quattro punti di distanza dalla Juve capolista. Prossimo impegno lunedì alle 19 a Udine, quando già si saprà il risultato dei bianconeri impegnati domenica alle 15 in casa con il Siena.

ALTRA SCONFITTA - Nella neve di Plzen Mazzarri ci ha provato in avvio con un assetto spregiudicato, un 4-3-3 con un tridente insolito Pandev-Calaiò-Insigne. Il baby talento azzurro è stato il più vivace dei suoi, creando continui grattacapi alla difesa di Vrba senza riuscire però a trovare mai il guizzo vincente. E’ mancata molto agli azzurri la precisione negli ultimi trenta metri, con un centrocampo che si è dimostrato incapace di sostenere e rifornire con costanza i tre attaccanti. Sono state davvero poche le occasioni create e a inizio secondo tempo è arrivata la leggerezza di De Sanctis che ha chiuso definitavamente la contesa: il portiere azzurro non è riuscito a trattenere un diagonale di sinistro di Kovarik che gli è passato sotto al corpo e si è infilato in rete. Nemmeno gli ingressi di Cavani e Inler al posto dell’ancora deludente Donadel e di Behrami hanno scosso la squadra, che nel finale ha subito anche il secondo gol da Tecl. Per il Matador pesante cartellino giallo, perché era diffidato a salterà per squalifica la prima partita europea della prossima stagione. Gli azzurri non vincono dal 2 febbraio, 2-0 in casa in campionato al Catania: poi due pareggi con Lazio e Samp e le due sconfitte in Europa League con il Viktoria Plzen. Un momento no da superare al più presto.

Fonte CorrieredelloSport

Ultimissime Sampdoria-Napoli: Aronica per Gamberini, riposo per Inler e Maggio

Allenamento pomeridiano a Castelvolturno per il Napoli di Walter Mazzarri, in vista del match di domenica a Genova contro la Sampdoria. Il tecnico azzurro dovrebbe cambiare qualche pedina rispetto all’11 che ha travolto la Lazio mercoledi’ sera al San Paolo. In difesa dovrebbe tornare titolare Aronica al posto di Gamberini, mentre e’ probabile che Mazzarri conceda un turno di riposo a Inler e Maggio. Il primo fara’ spazio a Dzemaili, il secondo a Dossena con Zuniga che si spostera’ sulla fascia destra. Per il resto confermata la coppia Pandev-Cavani.

Nell’allenamento di oggi lavoro tecnico tattico e chiusura con partitella a pressione con le quattro porte e partita a campo ridotto. Differenziato per Britos. Domani seduta pomeridiana e partenza per Genova. Probabile formazione (3-5-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Zuniga, Behrami, Dzemaili, Hamsik, Dossena; Pandev; Cavani. Resport.

Calaiò si candida come vice-Cavani

A volte ritornano. O semplicemente sognano di farlo farlo. E’ una storia d’amore intensa quella tra il Napoli ed Emanuele Calaiò. Un viaggio itinerante, che parte dall’inferno della C, attraversando il purgatorio cadetto, fino a toccare il cielo con un dito il 10 giugno 2007. Per molti una data sbiadita su un vecchio calendario, per la nuova società targata De Laurentis il giorno della storica promozione in serie A. Per l’attaccante $dall’estasi alla depressioni in pochi mesi, con Edy Reja – tecnico del Napoli in quegli anni – che non lo ha mai considerato uomo capace di poter fare la differenza nella massima serie. Inevitabile il divorzio, con un rapporto chiuso nel peggiore dei modi nell’estate del 2008, dopo mesi di panchine amare, per quello che in pochi anni era diventato il simbolo della rinascita partenopea e uno dei beniamini della tifoseria azzurra.

Ripartire da Siena. Dal caos travolgente di Napoli, alla serenità senese. Con fatica e con un solo obiettivo: dimostrare di essere bomber vero, anche in serie A. Un desiderio ardente, una retrocessione amara ed una promozione conquistata a suon di gol in Toscana prima della definitiva consacrazione. L’arciere – questo il soprannome di Calaiò per il suo modo di esultare dopo un gol – nello scorso campionato segna 11 reti in 25 gare, prima della tremenda frattura al perone sinistro che lo stoppa nel suo momento migliore.
Ma la missione di Calaiò non era certo terminata. Tornare ad essere decisivo, smentendo chi voleva circoscrivere la sua capacità di far gol alle serie minori, era uno stimolo troppo forte per non reagire. Soprattutto per chi ha mangiato la polvere dei campi di periferia per troppo tempo.

Dopo aver ritrovato il campo, ed il gol, l’arciere sembra cullare una nuova speranza. Chiudere il cerchio. Tornare alle origini, in quellaNapoli che gli ha dato prima lustro, poi delusione: “Il mio sogno è quello di chiudere la carriera in una squadra importante e il Napolilo è. Se ci fosse la possibilità di tornare a Napoli - ha dichiarato Calaiò a Radio Crc – per me sarebbe stupendo ma non lo sarebbe solo per me, credo lo sarebbe per ogni calciatore perché essere chiamato dal Napoli è un onore”. Ipotesi di mercato complessa, ma non fantascientifica, se si considera come la società partenopea abbia più volte nelle ultime settimane di mercato cercato una punta con le sue caratteristiche. Uno che possa fungere da vice-Cavani, che non turbi gli equilibri dello spogliatoio e che sia gradito alla piazza. L’identikit sembra proprio calzargli a pennello. Nell’attesa, Emanuele continua a far gol per il Siena, sognando di scoccare ancora quella freccia allo stadio San Paolo, verso una tifoseria del Napoli che non lo ha mai dimenticato. Tmw.

Clamoroso, Lavezzi potrebbe ritornare a giocare in Italia!

E bene si, sembra fantacalcio ma non lo è, già a Gennaio dopo sei mesi dal suo addio al Napoli il Pocho Lavezzi potrebbe ritornare a giocare in Italia. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Il Roma un club di A starebbe lavorando in gran segreto per riportare già a Gennaio il Pochonel campionato italiano, è l’Inter con in primis il suo presidente Massimo Moratti che starebbe cercando di strappare al club parigino l’attaccante argentino per tesserarlo già nella sessione invernale di calciomercato.

Dalla società neroazzura attestati di stima e ammirazione per Lavezzinon sono mai mancati, e più di una volta dalle parole del tecnico Stramaccioni e del Presidente Moratti è evaso il desiderio di poter avere il Pocho in squadra, cosa che non è riuscita nella sessione estiva al club milanese. Ecco quanto riportato da Il Roma: “Il calciomercato Inter ora fa sul serio e il presidente Moratti blinda mister Stramaccioni e riparte all’assalto per il Pocho Lavezzi, già seguito quando vestiva la maglia del Napoli e ora inseguito anche a Parigi dove sembra non trovare molto spazio con mister Ancelotti.

Operazione difficile ma che il club nerazzurro potrebbe condurre in maniera positiva. Se l’anno scorso l’Inter è stata protagonista di un brutto avvio, quest’anno la formazione allenata da Andrea Stramaccioni è protagonista di un avvio a singhiozzo. Infatti, come noto, i nerazzurri, nel corso degli impegni ufficiali che si sono susseguiti tra campionato ed Europa League, non sono riusciti a cogliere una vittoria tra le mura amiche. Però, con l’avvisaglia dello scoppio di rumours legati ad una bocciatura di Stramaccioni da parte del club di Corso Vittorio Emanuele, il presidente dell’Inter Massimo Moratti ha voluto tranquillizzare l’ambiente, affermando di avere tanta fiducia nell’ex tecnico della Primavera: Dunque, il patron dei nerazzurri si mostra molto fiducioso sulla sua società, sensazione che, però, deve essere compensata, almeno a grandi linee, dai risultati e prestazioni convincenti. Cose che, al momento, in casa Inter stentano ad arrivare. Avrà modo di correggersi il numero uno nerazzurro, soprattutto alla luce del successo e della pista verso Lavezzi.” Auriemma.

Lorenzo Insigne: «Sono il Napoli del futuro»

Il piccolo leoncino con gli artigli lunghi, affilati e crudeli sta per tornare sul campo dove ha conosciuto la sua prima felicità calcistica: «A Marassi contro la Sampdoria a fine maggio ho festeggiato la promozione in serie A con il Pescara. È stata una gioia incredibile: ricordo ogni cosa di quella giornata, compresa la lunga festa. Sarò bello tornare lì». Lorenzo Insigne ha la faccia da bambino. Non esibisce la sua abilità, se non in campo: insomma, non indossa mai i panni del personaggio. È sereno nella sua gioia di voler imparare sempre e comunque. Frattamaggiore è la sua base di partenza. Quella d’arrivo è in uno stadio di chissà dove con ben stretto chissà quale trofeo.

Con la Samp per lottare per quel sogno chiamato scudetto?

«A Genova per fare bene e per continuare il nostro processo di crescita. Dobbiamo giocare sempre con grande rispetto per tutti gli avversari».

Sarà duello con la Juve?

«I bianconeri sono la squadra da battere. Hanno qualcosa in più rispetto a tutti, sono i campioni in carica ed è giusto che siano loro i favoriti».

Però hanno la Champions che potrebbe distrarli?

«Lo dicono anche i miei compagni di squadra che la Champions toglie molte energie, sia fisiche che mentali. E loro la Champions l’hanno giocata l’anno scorso».

Inter e Milan non hanno avuto un inizio folgorante?

«La stagione è lunghissima e possono ancora rientrare in corsa».

Che effetto le farebbe ritrovarsi accanto la Roma di Zeman nella volata per il primo posto?

«Un bell’effetto. Ma non mi stupirei, perché Zeman è un allenatore molto bravo e preparato».

Cosa le divertiva di più del boemo?

«Il suo gioco, i suoi moduli sono fatti su misura per chi gioca in attacco come me. Lui una punta sa davvero come farla divertire. Gli devo molto».

Mazzarri?

«Un allenatore che fa lavorare moltissimo, molto preciso e preparatissimo: con lui in questi mesi credo di essere migliorato tantissimo».

Però non gioca titolare?

«Per me non è un problema. Io rispetto le scelte del mio tecnico».

Possono giocare insieme InsigneHamsikCavani e Pandev?

«Non è una domanda che va fatta a me. Io sono un giocatore, non l’allenatore a cui tocca decidere. Se lui vuole giochiamo tutti e quattro, altrimenti va bene lo stesso. Mi farò trovare pronto quando lo riterrà opportuno. Sempre».

Non è che improvvisamente da quando le dicevano che era troppo egoista è diventato troppo altruista?

«Io in campo faccio sempre la cosa che ritengo più giusta in quel momento. Se penso che un compagno sia piazzato meglio di me, gli passo la palla e non tiro in porta».

Cavani, però, il rigore contro la Lazio poteva lasciarglielo tirare?

«Certo, mi avrebbe fatto piacere. Ma ci sono delle gerarchie e il rigorista della squadra è lui».

Un bel rapporto col Matador?

«Con lui come con tutti gli altri. Ho trovato un gruppo stupendo. Poi c’è Santoro, il team manager, a cui devo tantissimo».

Potreste vincere l’Europa League?

«Questo Napoli non si pone limiti: quando abbiamo giocato io eVargas credo che non abbiamo fatto sentire la mancanza di nessuno».

Cosa significa essere un campione?

«Non lo sono ancora. Io cerco di dare tutto me stesso sul campo per dare il meglio».

Cosa ha comprato con i primi soldi che ha guadagnato?

«Due case. Una per me e Jenny, la mia compagna, e un’altra per i miei genitori. Hanno fatto tanti sacrifici per me ed era giusto che pensassi a loro. Abbiamo scelto di restare a vivere a Frattamaggiore dove ci troviamo molto bene»

Che studente era?

«C’è una domanda di riserva? Mi sono fermato alla terza media».

Quale film guarda per rilassarsi?

«Tutti quelli di Vincenzo Salemme. Lo adoro. Lui ma anche Carlo Buccirosso e Alessandro Siani».

Lei crede in Dio?

«Sì. Anche se non è che vado a messa tutte le settimane».

Che sogni calcistici ha per il quest’anno?

«Non parlerei di sogni: voglio continuare a divertirmi con quello che faccio».

E come uomo cosa sogna?

«Di poter essere felice con Jenny e con mio figlio che nasce ad aprile».

A proposito, maschio o femmina?

«Non lo sappiamo ancora. Per me è indifferente».

La sua Jenny che rapporto ha con Insigne il campione?

«Non ama il calcio, per fortuna. Se può non viene neppure allo stadio. Con la Lazio, per esempio, non c’era. Con lei non si parla mai della partita».

Il piatto che preferisci cucinato da tua madre?

«I veri sacrifici li faccio a tavola, non sgarro mai: sono piccolo e anche pochi grammi in più sono un guaio. Ma nelle occasioni speciali, mi faccio preparare la carbonara».

Dia dei suggerimenti ai suoi fratelli calciatori, Roberto e Marco.

«Lavorino in silenzio ascoltando sempre i consigli dei propri allenatori: nessuno ha più interesse di loro a farli diventare dei campioni».

Al di fuori del calcio, chi è lo sportivo che più le piace?

«Io fin da piccolo non seguo altro che il pallone. Punto. E il mio idolo è Del Piero, ma lo sanno tutti. La sua maglia adesso è custodita a casa mia».

Andare in Australia è stata una resa o una scelta d’avanguardia?

«Ha aperto nuove frontiere, da campionissimo quale è».

Le piacerebbe diventare una bandiera come lui?

«Beh, intanto una bandiera il Napoli già ce l’ha ed è il capitano, Paolo Cannavaro. A me piacerebbe restare qui tutta la vita e diventare la bandiera del futuro, ma devo anche meritarmelo».

Sogni la maglia numero 10 del Napoli?

«Quella non si tocca, è di Maradona e deve restare sempre di Maradona».

Con la Nazionale ha scelto la 17. E la scaramanzia?

«Non ci penso mai. Avrei voluto la 24 ma non c’era. Allora non mi sono fatto scrupoli a indossarla».

Prandelli la richiamerà a ottobre?

«Spero di meritarmi la convocazione e la sua fiducia. Ma se non dovesse farlo, non farei drammi».

C’è poi anche l’ambiziosa Under 21 di Devis Mangia?

«Ma anche lì il posto va conquistato. Di bravi in giro nella nostra serie A ce ne sono tantissimi».

I migliori giocatori emigrano o evitano l’Italia. È ormai un campionato più povero i nostro?

«Queste cinque giornate hanno detto che i giovani stanno regalando tanto spettacolo sui campi della serie A».

Però il suo amico Verratti è andato via?

«Ho provato inutilmente a convincerlo a raggiungermi a Napoli, l’ho chiamato due volte ma proprio non gli ho fatto cambiare idea. Ora è a Parigi, la città che sogno di visitare con la mia Jenny».

Ha avuto possibilità di andare all’estero?

«No, nessuna. Volevo il Napoli e il Napoli voleva me».

Un aggettivo per definirla.

«Normale, un ragazzo con i piedi per terra».

Via, qualcosa di più?

«Un calciatore che sa di dover ancora lavorare tantissimo per raggiungere certi risultati». La cosa più bella che ha fatto? «Un gol in casa contro il Torino, l’anno scorso col Pescara». Chi vince domani a Marassi? «Noi, speriamo». Il Mattino .