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Cavani: «Sogno di rivivere lo scudetto dell’87. Non dimentico la Supercoppa, aspetto la Juve»

Submitted by on sabato, 22 settembre 2012No Comment

L’attaccante uruguaiano: «Giocare 100 partite con questa maglia è un traguardo importante perchè tengo a questa squadra e a questa città. Insigne e Vargas? Sono due fuoriclasse. Supercoppa? Non dimentico, aspetto la Juve»

NAPOLI - «Dobbiamo pensare domenica dopo domenica. Rispetto allo scorso anno siamo più maturi». Edinson Cavani punta in alto. L’attaccante uruguaiano crede nel Napoli e nella possibilità di una stagione molto importante. «Quest’estate ho messo sulla bilancia tanti fattori anche con la mia famiglia e sono felice d’essere rimasto qui - ha spiegato Cavani ospite negli studi di Marte Sport Live – Ora siamo più maturi. Giocare 100 partite con questa maglia è un traguardo importante perchè tengo a questa squadra e a questa città. Insigne e Vargas? Sono due fuoriclasse».

SCUDETTO - E a Cavani, nato nell’87, l’anno del primo scudetto napoletano, sono già arrivati all’orecchio i racconti della città impazzita di gioia. “Me l’hanno raccontato – dice – e quando senti queste storie bellissime pensi, ma perché non può succedere anche a me in questo Napoli”.

GRAZIE MAZZARRI - Cavani fa il punto sul momento del Napoli: «Abbiamo cominciato molto bene la stagione, ma dobbiamo continuare così. Ieri non ero in campo, ma ho avvertito ugualmente la tensione del match. Mi piacerebbe giocare sempre, ma bisogna rispettare le scelte tecniche: ho visto tutta la partita e sono stato felice della vittoria. Io sono cresciuto molto a Napoli. I compagni e la società mi fanno sentire importante, questa è una bella responsabilità per il mio cuore. La mia trasformazione offensiva? La fiducia di Mazzarri è stata fondamentale. Cavani è diventato quello che è grazie alla società che ha creduto in me. Poi l’allenatore mi ha messo nelle condizioni di giocare al meglio».

SUPERCOPPA DA VENDICARE - Ma ci sono anche i momenti brutti, come la supercoppa di Pechino: “Si va avanti – ricorda - ma momenti come quelli sono difficili da dimenticare. Avevamo la partita in mano, stavamo facendo una grande gara e poi ci è sfuggita la gioia di mano. Juve-Napoli del 20 ottobre sarà una bella rivincita”.

LA VOGLIA DI VINCERE – Sul rinnovo del contratto: «Ho sempre detto che le cose si fanno in due. Sinceramente quando sono arrivato qui, c’era un accordo tra due presidenti e io ho rispettato tale intesa. Sui media, si parlava tanto del fatto che potessi andare via. Ho riflettuto tanto sul mio futuro ma ho soltanto aspettato che le cose andassero nel modo migliore e poi ho deciso di restare qui, è stata la scelta migliore. C’è qualcosa che mi lega a questa città. Ho un grande rapporto con De Laurentiis e so quanto valgo per lui. Voglio continuare a vincere, per me è fondamentale. Il successo ha un sapore fantastico e ti spinge a voler regalare tanti gioie alla gente che ci sostiene. Ho vinto lo scudetto con il Danubio, è bellissimo, ma io ero troppo piccolo, non avevo la continuità che ho adesso nel Napoli e neanche la responsabilità. Sono cose diverse. Non so se possiamo vincerlo, abbiamo dimostrato che siamo preparati per lottare qualcosa d’importante, ma non abbiamo fatto ancora niente. Ora pensiamo solo al Catania. Non so se siamo più forti, ma sicuramente più maturi. Lo abbiamo dimostrato nelle competizioni europee».

ALLA PLAYSTATION – La Juve e Vargas. «Noi l’anti Juve? So che c’è una rivalità molto forte, le partite si sentono davvero e sono le più belle da vincere. Non mi sono stancato di sentire questo fatto, sono convinto che queste gare si vivono in un’altra maniera. Pechino è stata una delusione immensa. Il 20 ottobre sarà una bella rivincita. La tripletta di Vargas? E’ stata importantissima. E’ un ragazzo che sta crescendo, lo farà ancora tanto. Può darci una grossa mano, se lo merita, sono felice per lui. Questi gol saranno una spinta necessaria, gli daranno sicurezza che è fondamentale per noi attaccanti. Alla playstation giocherei con Lavezzi, Pandev e Cavani e un centrocampo a tre. In panchina metterei Mazzarri come allenatore. Scherzi a parte, il nostro tecnico ci mette sempre in condizione di fare bene. Non sono cambiate tante cose rispetto allo scorso anno, il sistema è simile e noi cerchiamo di essere protagonisti. Insigne e Vargas? Sono due fuoriclasse, meritano di essere incoraggiati e stimolati. Noi dobbiamo farli crescere in fretta. Speriamo che loro possano fare ancora tanto per diventare ancora più forti di quello che sono».

SUPERARE MARADONA - Domenica si gioca a Catania: «Vorrei segnare come in tutte le partite, ma l’importante è vincere. Questo è il salto di qualità che ci serve». Si torna a parlare delle 100 partite in azzurro: «Ho trascorso tanti momenti belli, se devo sceglierne uno, dico la finale di Coppa Italia contro la Juve. Ricordo brutto? Non ne voglio parlare. Il gol più bello? Quello con il Cesena al Manuzzi. Il gol più difficile? Mi viene in mente la partita con il Lecce. Eravamo al 93′, le gambe sono pesanti, ho fatto due o tre dribbling e poi ho calciato alla perfezione. La classifica dei bomber azzurri? Sinceramente mi piacerebbe scalare posizioni. Vorrei superare anche Maradona perché no? Voglio lasciare un bel segno. Questa è una città che non dimentica. Così potrò raccontare ai miei figli quello che ho fatto a Napoli e loro se potranno rendere conto. I miei recuperi difensivi? Credo che l’attaccante moderno debba dare una mano ai compagni in fase di non possesso. Ce ne sono tanti che fanno così. Personalmente io amo giocare e farò il massimo pure se dovessi essere schierato in difesa».

Corriere dello Sport

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