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Curiosità, Alla mostra Enel c’è il «contatore Maradona»

Submitted by on venerdì, 1 giugno 2012No Comment

C’è anche Maradona nella storia dell’Enel, che ieri ha iniziato proprio daNapoli un tour (che, nei prossimi mesi, toccherà altre sette città italiane: Bologna, Rimini, Firenze, Milano, Genova, Catania e Roma) per celebrare il 50esimo anniversario dell’Ente nazionale per l’energia elettrica che nacque il 6 dicembre del 1962, assorbendo 1.270 aziende locali del settore. Tra gli oggetti storici esposti nel villaggio tecnologico itinerante installato alla Rotonda Diaz (che resterà gratuitamente aperto al pubblico fino a domenica, dalle 10 a mezzanotte) c’è, infatti, anche il contatore in uso nelle abitazioni italiane negli Anni ’80: la prima versione (quella esposta) era grigia ma la seconda, racconta un dirigente dell’Enel, fu realizzata in azzurro, motivo per il quale i tecnicinapoletani dell’azienda lo battezzarono il «contatore Maradona», rendendo omaggio a chi, proprio sul finire di quel decennio (nel 1987), regalò il primo scudetto alla città.

L’aneddoto è uno dei tanti che legano alle varie aree del Paese quella società di Stato monopolista che, dopo mezzo secolo, per evoluzioni esterne del mercato e della società, concorre in Italia con altre imprese ma si è trasformata in una multinazionale presente in numerosi paesi esteri. Un’azienda che con il capoluogo campano ha un legame speciale. «Al Sud abbiamo investimenti importanti e Napoli, in particolare, è il cuore, anche culturale, della nostra crescita», sottolinea il direttore delle relazioni esterne di Enel Gianluca Comin, ricordando che «il tour 5.0 parte da qui dove c’è l’archivio storico di Enel e della storia dell’elettricità italiana».

Cinquant’anni di lavoro e innovazione «che partono dall’elettrificazione di base fino ad arrivare alle nuove tecnologie e alle fonti rinnovabili». Tra gli oggetti esposti nel villaggio, il primo telefono di servizio dell’azienda: una grossa e pesante valigia di legno e metallo che gli operai portavano a tracolla. «Negli anni Sessanta – racconta il vicepresidente regionale dell’associazione nazionale senior Enel Pasquale Cutino – in molte zone d’Italia, come ad esempio nell’Alta Irpina, i collegamenti telefonici non c’erano e, per trovare un telefono a gettoni, si dovevano percorrere chilometri.

Così capitava che in strada la gente ci rincorreva per effettuare le proprie chiamate di emergenza». Nel percorso non manca una finestra sul futuro: a cominciare dalle smart grid, le reti intelligenti che, nei prossimi anni, permetteranno di gestire flussi di energia (anche prodotta dai privati), interventi di manutenzione e informazioni, in maniera più veloce e immediata. In fase di sperimentazione, lo smart info, un aggeggino che, installato sul contatore, sarà in grado non solo di comunicare all’utente consumi e spesa ma anche i costi e le offerte commerciali.

Spazio anche ad energia pulita, veicoli elettrici e pannelli fotovoltaici. In esposizione, sul lungomare, ci sono auto, scooter e bici elettriche: quasi un consiglio dell’Enel per il sindaco di Napoli che intende confermare la Ztl su via Caracciolo e dintorni. Proprio l’introduzione dell’utilizzo di mezzi elettrici nell’area chiusa al traffico potrebbe, infatti, attenuare i disagi delle limitazioni alla circolazione sia per i cittadini che per i commercianti.

E una conferma dell’interesse alla sperimentazione in questi campi arriva dallo stesso Luigi de Magistris che, nel corso dell’inaugurazione del villaggio, ne parla come della «vera sfida del terzo millennio». Il sindaco ricorda che «entro l’anno, saranno installati i pannelli fotovoltaici in dodici scuole ed è già partita, per l’illuminazione pubblica, la sostituzione delle lampade incandescenti con quelle a risparmio energetico». Iniziative che rientrano nel più ampio progetto di Napolismart city, approvato di recente con delibera di giunta, e che ha coinvolto anche imprenditori e Università. Progetti per i quali, sottolinea, «utilizzeremo anche i fondi del protocollo per la riqualificazione del Centro storico patrimonio dell’Unesco siglato di recente con la Regione». Il Mattino .

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