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Supercoppa, De Laurentiis sfida il business dell’Estremo Oriente

Submitted by on mercoledì, 13 giugno 2012No Comment

Pechino. «Naples? Maradona!». Ancora oggi, il tassista cinese non ha avuto dubbi. Niente CavaniLavezzi (si può ancora?) oHamsik. Resta lui, El pibe de Oro, il nome che viene legato aNapoli (”Napules” come si dice in cinese), a volte si cita Careca. IlNapoli per i cinesi è quello, non la squadra che ha vinto la Coppa Italia. Diciamocelo subito: in Cina il Napoli non è l’Inter, che è la squadra più seguita, e neanche il Milan. Non a caso la federazione calcistica cinese, che ospita la Supercoppa a Pechino, non aveva segnato il Napoli fra le big e un bonus di 300.000 euro sarà distribuito alle due squadre perché una delle due è la Juventus.

Le squadre vogliono giocare l’11 agosto, in Cina l’ufficialità governativa non c’è ancora, anche se i vertici della United Vansen International Sports (la società licenziataria fino al 2014 dell’evento in Cina) non hanno dubbi che la partita si disputerà allo stadio olimpico di Pechino, il ”Nido d’Uccello” l’11 agosto. L’interesse non è alto come in passato dal fronte cinese. I vertici delle società italiane, De Laurentiis in testa, invece hanno mostrato molto interesse per quello che è la Cina e per quello che può rappresentare. I cinesi hanno fame di calcio internazionale. I loro stadi sono pieni di tifosi, ma le loro società e la federazione sono attraversati da uno degli scandali più grossi della sua storia che a riguardo la nostra «calciopoli» sembra un gioco tra bambini. A febbraio, Yang Yimin, ex vicepresidente della Chinese football association (Cfa), la Federazione cinese, è stato condannato dal Tribunale di Tieling, nel nordest della Cina, a dieci anni e mezzo di prigione e a una multa di 200 mila yuan (24 mila euro). Condanna piu pesante per Zhang Jiangqiang, ex direttore del comitato per gli arbitri della Cfa, che avrebbe ricevuto in 24 diverse occasioni un totale di oltre 330 mila euro per truccare le partite. Zhang è stato condannato a 12 anni e una multa di 250 mila yuan (30 mila euro). La sentenza è stata accolta con applausi.

Ricchi cinesi stanno investendo nel calcio in città come Shanghai e Guangzhou (ex Canton) portando stelle di primo piano: Lippi e Anelka fra tutti, senza badare a spese. Pochi i gruppi cinesi che investono nel calcio extracinese: la Yingli, colosso dell’energia solare, era tra gli sponsor dei mondiali in Sudafrica; il colosso degli elettrodomestici Haier posiziona cartelli pubblicitari in diversi campi di calcio europei senza però sponsorizzare squadre, per «non inimicarsi i tifosi avversari», spiegano dal quartier generale di Qingdao.

Il mercato cinese, soprattutto i soldi dei cinesi, fanno gola a molte squadre: non a caso anche la Federazione Spagnola sta decidendo di siglare un accordo simile a quello italiano. In Cina volevano gli spagnoli anche quest’anno, per avere il big match Real-Barcellona. Si dovranno ”accontentare” di Napoli e Juve. Riempire gli stadi non è difficile ma è importante dare un seguito. In Cina le partite di calcio italiane non si vedono. Rai International non solo non le trasmette, ma non trasmette neanche «La giostra dei gol», trasmissione domenicale in diretta sui gol. La tv di stato cinese trasmette, non sempre, una sola partita settimanale, quella serale che qui in Cina viene trasmessa alle 3 del mattino di lunedì. Se c’è la Champions, l’unica italiana che ha un po’ di attenzione è l’Inter, altrimenti via con le spagnole o le inglesi. Già, le inglesi: sono diverse, tipo il Manchester United, che hanno aperto non solo negozi (come l’Inter, che ne ha due) ma addirittura bar e pub dove vedere le partite. Hanno maglie con gli sponsor scritti in caratteri cinesi, perché gli stessi hanno interesse e capacità ad entrare, che vuol dire investire molto, sulla Cina. Pirelli, ha qui fabbriche. Al momento per il Napoli non sembra esserci un grosso ritorno, soprattutto se la partita dell’11 non è seguita da tournée, da amichevoli. L’Ambasciata italiana a Pechino e il Consolato generale a Shanghai lavorano molto per mandare turisti cinesi in Italia, non a caso l’Italia ha superato tutti gli altri paesi europei per numero di visti. Non solo: dall’anno prossimo sarà attivo un volo Pechino-Napoli (via Zurigo) della Hainan Airlines. L’11 agosto deve essere pertanto un punto di partenza, servono investimenti. Il Mattino .

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