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Terzo posto, decidono le inchieste? Tanti club rischiano…

Submitted by on mercoledì, 18 aprile 2012No Comment

Potrebbero essere ben peggiori di quelle attese le conseguenze del filone di indagine che sta sconvolgendo il calcio italiano

Potrebbero essere ben peggiori di quelle attese le conseguenze del filone di indagine che sta sconvolgendo il calcio italiano. Come riferito dal noto avvocato Mattia Grassani a Il Mattino, “Le ammissioni di Gervasoni e Masiello disegnano un quadro desolante del calcio italiano e stravolgeranno le classifiche di serie A e serie B. E credo che anche il prossimo campionato rischia di partire con tanti asterischi con punti di penalizzazione accanto a vari nomi di club”.

EUROPA A RISCHIO – In tal senso sono almeno dodici i club che rischiano seriamente di essere penalizzati. Chievo, Genoa, Novara, Parma, Cesena, Siena, Bologna, Lecce, Atalanta, Lazio, Napoli e Udinese. Tutte società coinvolte più o meno direttamente. L’inchiesta Last Bet sta scoperchiando una pendola di nefandezze incredibile attorno al calcio italiano e l’ultima società coinvolta è il Napoli, in ansia dopo le rivelazioni dell’ex portiere Matteo Gianello. Come ricostruito dalla Gazzetta “il Napoli alla lettura delle sole ammissioni di Gianello è parte lesa e questo dovrebbe ridurre al minimo eventuali penalizzazioni, purtroppo il solo coinvolgimento in indagini su illeciti sportivi preclude la partecipazioni a competizioni europee. Ora bisogna aspettare solo che il pool ‘Reati da stadio’ guidato da Giovanni Melillo chiuda ufficialmente le indagini per capire anche a livello penale quali saranno le accuse per gli indagati per ‘concorso in frode sportiva’ che, ricordiamo, oltre a Gianello sono Silvio Giusti e i fratelli Federico e Michele Cossato, l’esame tecnico sui computer di questi ultimi tre non avrebbe dato ulteriori novità investigative”.

IL REGOLAMENTO UEFA - Ancora la Gazzetta ci viene in aiuto, spiegando precisamente le condizioni poste dall’Uefa in fatto di iscrizione alle coppe europee. “Dal 27 aprile 2007 — quando il Milan fu ammesso alla Champions malgrado la penalizzazione di Calciopoli — l’Uefa ha cambiato il regolamento. Per impedire che un club sanzionato — o comunque coinvolto in attività illecita — possa partecipare a Champions ed Euroleague, c’è l’articolo 2. La regola è chiara e (volutamente) vaga al tempo stesso. Per giocare le coppe, un club non deve essere coinvolto direttamente e/o indirettamente in nessuna attività volta ad influenzare il risultato di incontri nazionali o internazionali (e deve confermarlo all’Uefa per iscritto). L’Uefa — «avvalendosi delle circostanze di fatto e delle informazioni disponibili» — dichiarerà l’impossibilità di fare le coppe per i club coinvolti. La genericità della parola «coinvolgimento» consente di fatto di allargare il divieto anche a chi non ha ricevuto una sanzione ma non è eticamente immacolato: anche perché l’articolo precisa che l’Uefa può basarsi — ma «non dipende da» — su decisioni di organi giudiziari sportivi nazionali o internazionali, corti arbitrali o giudici ordinari. La Figc deve presentare la lista entro il 1° giugno: probabile che, fino a luglio inoltrato, ci sia qualche X”.

GIANELLO, COSSATO E L’INTER – La Procura di Napoli, intanto, sta indagando anche sulla partita Napoli-Inter del 15 maggio 2011, penultima di campionato. Finì 1-1, con l’Inter matematicamente seconda e il Napoli direttamente in Champions senza passare per i playoff. Primo tempo combattuto, con reti di Eto’o e Zuniga nel recupero; ripresa al piccolissimo trotto, con le squadre appagate dal pareggio. Un finale di stagione come se ne vedono tanti. In merito a questo incontro, però, sarebbe emerso un coinvolgimento dei nerazzurri. “Gianello si agita a bordo campo, non fa che parlare al telefono, guarda l’orologio, ma non si rivolge mai ai suoi compagni di squadra, non accenna neppure a un tentativo di dialogo con uno degli undici in campo”. Così scrive Il Mattino nella ricostruzione di quella serata al San Paolo. “Una partita nota alla Procura di Napoli, non fosse altro perché il filmato dell’incontro casalingo degli azzurri è stato acquisito dai pm che indagano su ipotesi di combine, su presunte scommesse dentro e fuori gli spalti del San Paolo. Inchiesta alle battute finali, centrale la posizione di Matteo Gianello, l’ex portiere del Napoli ascoltato in Procura nel corso di un’inchiesta per frode sportiva. È stato intercettato ed è stato posto con le spalle al muro: lui, ascoltando la sua voce, ha fornito delle ammissioni”. Qui s’incastona il discorso combine per Napoli-Inter ed entra in gioco la figura di Cossato. L’ex attaccante del Chievo è stato ascoltato in  un’intercettazione colma di parole in codice. “Quando Cossato dice «nove o undici fighe», si riferisce alla disponibilità sondata di nove-undicesimi dell’Inter”, ricostruisce Il Mattino. “Poi, quando si parla di «camere a cinque o a dieci stelle», ci si riferisce a cinque o diecimila euro. Ma non c’è solo Gianello sotto inchiesta a Napoli. Per mesi sono state studiate le mosse di Silvio Giusti, Michele e Federico Cossato (tutti ex giocatori e amici di Gianello)”.

INTER SERENA - Da ambienti nerazzurri filtra comunque una certa serenità su quanto si scrive quest’oggi. Non è la prima volta che vengono messi in atto tentativi di tirare dentro anche l’Inter nelle varie inchieste sul calcioscommesse, ma la società ne è sempre uscita pulita. Anche stavolta sarà così, perché viene difficile pensare che campioni che guadagnano milioni possano lasciarsi coinvolgere in un giro così pericoloso e losco per cifre per essi stessi minori rispetto a quanto percepiscono con il lavoro ‘onesto’ sul campo. Magari l’Inter si sarà anche accontentata di un pari che le stava bene, ma le motivazioni a fine campionato sono diverse per qualunque squadra e nessuno ha mai avuto motivo di indagare. Certo, si parla di intercettazioni, ma anche in questo caso vanno sviscerate per bene e accertato l’eventuale reale coinvolgimento diretto dei calciatori.

Fonte: Internews

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